Calcolatore tredicesima
La tredicesima di solito non beneficia delle normali detrazioni mensili: usa un'aliquota prudente.
Perché la tredicesima netta è più bassa di uno stipendio normale
È la sorpresa di ogni dicembre. Il lordo della tredicesima è identico a quello di una mensilità ordinaria, ma il netto che arriva sul conto è sensibilmente più basso. Non è un errore del datore di lavoro.
I contributi previdenziali sono gli stessi, intorno al 9,19% per la maggior parte dei dipendenti del settore privato. Quello che cambia è la parte fiscale: sulla tredicesima non si applicano le detrazioni per lavoro dipendente previste dall'articolo 13 del TUIR, né il trattamento integrativo. Quelle detrazioni sono rapportate al periodo di lavoro nell'anno e vengono già assorbite dalle dodici mensilità ordinarie.
Il risultato è che sulla tredicesima l'IRPEF morde per intero, all'aliquota marginale, senza nessuno sconto. Su un lordo di 1.800 euro la differenza rispetto a una mensilità normale può superare i 150 euro.
Le addizionali regionali e comunali, invece, non vengono trattenute sulla tredicesima: si calcolano sul reddito complessivo dell'anno in sede di conguaglio e vengono prelevate a rate nei mesi successivi.
La novità del 2026: il secondo scaglione scende al 33%
Dal 1° gennaio 2026 la seconda aliquota IRPEF è passata dal 35% al 33%. La modifica riguarda la parte di reddito imponibile compresa tra 28.001 e 50.000 euro.
Se l'intera tredicesima ricade nello scaglione marginale, su un lordo di 1.800 euro la differenza teorica rispetto all'aliquota del 35% è circa 33 euro netti. Se il reddito attraversa più scaglioni, soltanto una parte della mensilità beneficia della riduzione.
Chi resta sotto i 28.000 euro di imponibile non vede differenze, perché la prima aliquota è rimasta al 23%.
Come si calcola, passo per passo
Prendiamo un lordo mensile di 1.800 euro con dodici mesi maturati.
- Tredicesima lorda: 1.800 × 12 / 12 = 1.800,00 €
- Contributi INPS al 9,19%: 1.800 × 0,0919 = 165,42 €
- Imponibile fiscale: 1.800 − 165,42 = 1.634,58 €
- IRPEF al 33%: 1.634,58 × 0,33 = 539,41 €
- Netto: 1.634,58 − 539,41 = 1.095,17 €
Con sei mesi lavorati l'importo si dimezza, perché la tredicesima lorda diventa 900 euro e tutti i passaggi successivi si riducono in proporzione.
Se conosci solo lo stipendio netto
Il netto mensile non basta per ricavare una tredicesima attendibile. Due lavoratori con lo stesso netto possono avere lordo, detrazioni, addizionali e aliquota marginale differenti. Recupera il lordo mensile dalla busta paga oppure usa il calcolo della RAL dal netto come prima approssimazione.
Tredicesima netta per fasce di stipendio lordo
Valori con contributi al 9,19% e aliquota IRPEF marginale. Usa la colonna 23% se la tua RAL è sotto i 28.000 euro, quella 33% se è tra 28.000 e 50.000.
| Lordo mensile | Netto stimato (IRPEF 23%) | Netto stimato (IRPEF 33%) |
|---|---|---|
| 1.400 € | circa 979 € | circa 852 € |
| 1.600 € | circa 1.119 € | circa 974 € |
| 1.800 € | circa 1.259 € | circa 1.095 € |
| 2.000 € | circa 1.398 € | circa 1.217 € |
| 2.500 € | — | circa 1.521 € |
Come si contano i mesi: la regola dei quindici giorni
La tredicesima matura in dodicesimi, uno per ogni mese lavorato. Il punto che genera più dubbi riguarda i mesi incompleti, quelli in cui si è stati assunti o si è usciti a metà.
La regola seguita dalla maggior parte dei contratti collettivi è questa: un mese lavorato per almeno quindici giorni conta come mese intero, sotto i quindici giorni non conta affatto. Chi è stato assunto il 10 marzo matura quindi dieci dodicesimi, chi è stato assunto il 20 marzo ne matura nove.
È una regola contrattuale e non di legge, quindi il tuo CCNL potrebbe indicare una soglia leggermente diversa. Vale la pena controllarlo se sei vicino al limite.
Malattia, maternità, cassa integrazione e aspettativa
Non tutte le assenze si comportano allo stesso modo.
- Maternità obbligatoria: la tredicesima matura regolarmente e la quota relativa è a carico dell'INPS.
- Malattia e infortunio: di norma la maturazione prosegue nei limiti previsti dal contratto collettivo, in genere entro il periodo di comporto.
- Cassa integrazione: per le ore non lavorate la quota di tredicesima è a carico dell'INPS, insieme all'integrazione salariale.
- Aspettativa non retribuita: i periodi non retribuiti non maturano tredicesima e riducono i dodicesimi.
- Congedo parentale: il trattamento varia secondo il CCNL, in diversi casi la maturazione è ridotta o sospesa.
Chi ha diritto alla tredicesima
Spetta a tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e ai pensionati, che la ricevono sulla pensione di dicembre.
Chi lavora part-time ha diritto a una tredicesima proporzionata all'orario ridotto. Gli apprendisti ne hanno diritto come gli altri dipendenti. Anche colf, badanti e baby sitter la ricevono, perché è prevista dal contratto collettivo del lavoro domestico, e matura con lo stesso criterio dei dodicesimi.
Non spetta invece ai lavoratori autonomi e ai titolari di partita IVA, e non è prevista da chi percepisce la NASpI: l'indennità di disoccupazione non include mensilità aggiuntive.
La tredicesima è inoltre aggredibile da pignoramenti e cessione del quinto negli stessi limiti applicati allo stipendio.
Quando viene pagata
Di norma a dicembre, prima di Natale, nella data stabilita dal contratto collettivo: molti CCNL indicano un giorno preciso, spesso tra il 15 e il 20 del mese. I pensionati la ricevono con la rata di dicembre.
In caso di dimissioni o licenziamento durante l'anno, la quota maturata fino a quel momento viene liquidata insieme alle competenze finali, senza aspettare dicembre.
Metodo di stima e limiti
Il calcolatore moltiplica il lordo mensile per i mesi utili diviso dodici, applica la percentuale contributiva e poi l'aliquota IRPEF indicata. È una stima volutamente semplice.
Non calcola il conguaglio di fine anno, la progressività tra scaglioni, le addizionali, gli assegni familiari, i premi di risultato tassati in modo agevolato né le regole specifiche del singolo CCNL. Il cedolino reale può quindi discostarsi. Per il netto mensile ordinario, dove le detrazioni contano, usa il calcolo dello stipendio netto.
Fonti ufficiali: legge 199/2025, aliquote IRPEF 2026 e Archivio nazionale dei contratti collettivi del CNEL. Per maturazione, assenze, voci retributive e data di pagamento fa fede il CCNL applicato.
Verifica editoriale SoluzioniRapide del 28 luglio 2026 sulle fonti ufficiali indicate. Il risultato non sostituisce il cedolino o il conteggio del datore di lavoro.
Domande frequenti
La tredicesima è uguale allo stipendio mensile? Nel lordo sì, nel netto quasi mai: mancano le detrazioni mensili, quindi arriva meno.
Posso calcolarla conoscendo solo 1.500 euro netti al mese? Non in modo affidabile. Serve il lordo mensile della busta paga e occorre scegliere l'aliquota marginale corretta.
Si può chiedere la tredicesima in anticipo? Non è un diritto. Alcuni datori la anticipano su accordo, altri no.
La tredicesima fa reddito ai fini ISEE? Sì, rientra nel reddito complessivo dell'anno.
Perché quest'anno è leggermente più alta? Per il taglio della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33%, se il tuo imponibile supera i 28.000 euro.
E la quattordicesima? Non tutti i contratti la prevedono. Se il tuo CCNL la include, puoi stimarla con il calcolo della quattordicesima netta.